
Studio scientifico internazionale apre nuovi orizzonti nella medicina: la realtà virtuale immersiva riduce dolore e ansia durante le cure
Date: 02/11/2026
Uno studio scientifico internazionale pubblicato su Minerva Anestesiologica documenta i benefici della realtà virtuale immersiva associata a tecniche di ipnosi (HypnoVR) su 89 pazienti sottoposti a medicazioni. I risultati mostrano una riduzione del dolore percepito di oltre la metà, oltre a una sensibile diminuzione dell’ansia e dei parametri fisiologici legati allo stress.
La medicina del futuro passa anche attraverso l’innovazione tecnologica e la capacità di individuare nuove strategie per migliorare l’esperienza dei pazienti durante le cure. In questa direzione si inserisce una ricerca che accende i riflettori sulle potenzialità delle tecnologie immersive nella gestione del dolore e dell’ansia durante le procedure mediche.
A fare il punto è uno studio pubblicato nell’ottobre 2026 sulla rivista Minerva Anestesiologica, intitolato Immersive Virtual Reality (HypnoVR) for pain and anxiety reduction during wound care procedures.
La ricerca è firmata da Fausto D’Agostino, Omar Fallaha, Gian M. Ludovici e Angela Abatecola.
Il lavoro analizza l’esperienza clinica maturata su pazienti sottoposti a trattamenti di medicazione e si inserisce in un percorso scientifico che unisce attività clinica, ricerca e innovazione tecnologica applicata alla medicina e al miglioramento della qualità dell’assistenza.
La partecipazione del Dott. Fausto D’Agostino, medico anestesista e presidente del Centro Formazione Medica (CFM), porta all’attenzione della comunità scientifica un approccio innovativo rivolto a un ambito delicato: ridurre la sofferenza durante le medicazioni di ferite croniche, ustioni o complicanze postoperatorie, migliorando il benessere della persona durante il percorso terapeutico.
I numeri dello studio: cosa emerge?
I ricercatori hanno valutato l’impiego del sistema HypnoVR — basato su un visore che trasporta il paziente in ambientazioni rilassanti con guida ipnotica e respirazione controllata — su 89 pazienti durante le procedure di medicazione.
L’analisi ha preso in considerazione il dolore percepito, l’ansia e i parametri fisiologici di risposta allo stress. Il punteggio medio del dolore (scala VAS) è sceso da 7,66 prima dell’intervento a 3,43 durante la sessione assistita, evidenziando una riduzione superiore al 50%. Anche il punteggio dell’ansia (scala Hamilton HARS) è nettamente diminuito, passando da 24,89 a 12,85, con una significatività statistica molto elevata (P<0,001).
Un segnale favorevole è stato registrato anche sul piano fisiologico: la frequenza cardiaca media è scesa da 84 a 71 battiti al minuto e la pressione arteriosa media da 96 a 86 mmHg, senza alcuna instabilità emodinamica clinicamente significativa.
Perché la realtà virtuale interessa la gestione del dolore?
Le medicazioni frequenti e dolorose possono rappresentare una fonte di forte stress. La realtà virtuale immersiva permette di coinvolgere le risorse attentive del cervello distogliendole dagli stimoli dolorosi, mentre le suggestioni ipnotiche favoriscono uno stato di tranquillità.
HypnoVR si propone come uno strumento complementare non invasivo e privo di farmaci, ben tollerato dai pazienti e privo di effetti indesiderati significativi (come vertigini o cinetosi). La sua applicazione potrebbe ridurre il ricorso a sedativi e oppioidi durante alcune procedure mediche.
Servono nuove conferme scientifiche
Gli autori evidenziano la necessità di ulteriori studi prospettici e controllati per definire con maggiore precisione l’efficacia della realtà virtuale associata all’ipnosi all’interno delle strategie multimodali di trattamento del dolore.
La conclusione sottolinea il ruolo della tecnologia: HypnoVR non sostituisce le terapie analgesiche consolidate, ma rappresenta un valido alleato per rendere l’esperienza delle cure più tollerabile e umana. Il progresso sanitario si misura infatti anche nell’attenzione riservata alla sofferenza e alla qualità di vita della persona.
Il lavoro di Fausto D’Agostino e dei suoi coautori contribuisce così a definire il valore delle tecnologie immersive in ambito sanitario, integrando ricerca, pratica clinica e formazione al servizio dei pazienti e degli operatori.
Fonte scientifica: D’Agostino F. et al., Minerva Anestesiologica, 2026; 92:1061-1062. DOI:https://doi.org/10.23736/S0375-9393.26.20101-3.