Le criticità del settore dell’emergenza-urgenza

Quali sono le richieste degli operatori?

Durante il convegno nazionale online “La nuova era dell’emergenza” del 04.06.2021 ideato ed organizzato dal Dott. Fausto D’Agostino sono intervenuti i massimi esperti dell’emergenza-urgenza nazionale. Durante il meeting sono state analizzate le risposte ad un questionario inedito rivolto agli operatori del settore dell’emergenza che ha evidenziato in modo inequivocabile le criticità del settore. Il questionario ha avuto grande riscontro, infatti si è arrivati a 980  compilazioni.

“Nella mia esperienza personale, ho riscontrato diverse criticità nel settore dell’emergenza – spiega il Dott. Fausto D’Agostino – di fondo, ho notato una mancanza di attenzione alla salvaguardia della salute fisica e psichica dell’operatore che lavora nel settore emergenziale. Per questo motivo, ho sentito la necessità di un confronto con altri colleghi su scala nazionale e cosi è nata l’idea di un questionario, che potesse raccogliere le opinioni e le esperienze lavorative degli operatori che lavorano in emergenza-urgenza, così da evidenziare in modo chiaro e trasparente le maggiori difficoltà e criticità del settore”

Il questionario ha quindi l’obiettivo di mettere in comunicazione tutti gli operatori dell’emergenza- urgenza per creare una maggiore coesione, finalizzata a valorizzare e tutelare il nostro lavoro.

Il questionario ha avuto grande riscontro, infatti si è arrivati a 980 compilazioni.

1) “Per quale motivo sei un operatore sanitario di emergenza?”

L’89% ha risposto “per scelta”, vista la schiacciante risposta sulla scelta consapevole del lavoro deduciamo che gli operatori dell’emergenza sono appassionati al lavoro che svolgono.

2) “Per quanto tempo pensi che lavorerai in emergenza?

L’80% ha risposto “per sempre”, mentre il 16,2% ancora per qualche anno e il 2,6% smetterebbe anche oggi. Questo risultato conferma la risposta alla prima domanda, e cioè la grande passione che questi operatori dimostrano per il lavoro tanto da volerlo fare fino alla pensione.

3) “Il ruolo dell’operatore in emergenza urgenza è equiparabile per responsabilità e stress psicofisico ad altre discipline?

Si è avuta una quasi equità il 42% ha risposto SI, mentre il 58% ha risposto NO. Quindi chi lavora in sanità è sottoposto ad un elevato stress psicofisico, soprattutto in questo particolare periodo.

4) “Ritieni giusto che chi lavora in emergenza-urgenza abbia lo stesso stipendio di chi non vi lavora?”

La risposta è stata schiacciante, il 90% ha ritenuto ingiusta una retribuzione economica equiparata a quella degli altri settori della sanità.

5) “Ritieni opportuno inserire un indennità di rischio per coloro che lavorano in emergenza-urgenza?”

Naturalmente il 98,7% ha risposto di SI

6) “Utilizzeresti i fondi del Recovery Plan per l’aumento salariale degli operatori sanitari d’emergenza?

Anche la percentuale di risposta affermativa a questa domanda conferma le risposte precedenti, e ribadisce la necessità di un aumento salariale, utilizzando anche i fondi del Recovery Plan, di cui vi parlerò successivamente in seguito.

7) “Cosa critichi del sistema di emergenza-urgenza?”

La maggior parte degli operatori ha risposto Poca valorizzazione della figura professionale 68,9 % , il 22% retribuzione non adeguata, il 9% turni stressanti.

Da ciò si desume che il malcontento degli operatori è spesso legato ad una scarsa valorizzazione della propria figura professionale.

 

Rispetto all’organizzazione delle strutture, sono state fatte le seguenti domande:
8) “Nel tuo pronto soccorso/118/rianimazione si va mai oltre l’orario ordinario”?

Il 91% ha risposto SI. Questo dato è sufficientemente esplicativo del livello di stress psicofisico a cui sono sottoposti gli operatori a discapito della vita privata.

9) “Nel tuo Pronto Soccorso/118/rianimazione l’organico dei dirigenti medici è al completo?”

Il 67% ha risposto NO. Quindi questo dato mette in luce una carenza fondamentale che è alla base della disorganizzazione dei turni e del sovraccarico orario di ciascun professionista.

10) “Che tipo di carenza ritieni che il tuo PS/118/Rianimazione presenti ?”

Abbiamo avuto risposte variegate, nelle quali emerge la mancanza di personale infermieristico ma evidenzia una carenza molto significativa sia di personale medico, di dotazione strumentali che di strutture adeguate. Quindi questi dati non possono passare inosservati, poiché denotano delle gravi falle della nostra sanità.

11) “La tua azienda ti garantisce la formazione”?

La risposta è stata No al 98% degli operatori, segno evidente di una mancata attenzione alla formazione e di conseguenza alla qualità del servizio sanitario nella sua globalità.

Il Dott. D’Agostino – conclude, “con la speranza che questi dati possano trovare una giusta considerazione da parte di coloro che hanno poteri decisionali e operativi, auspico un miglioramento dell’organizzazione sanitaria con un beneficio conseguente per tutta la società.”

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